Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di avere amici con grandi capacità in molti settori dell’ artigianato. Con loro e da loro ho potuto acquisire nozioni pratiche e teoriche in campi come falegnameria, carpenteria, impianti elettrici,idraulica e tutta una serie di nozioni che ormai non ricordo, ma che fanno parte del mio bagaglio extrafotografico.

Questo mi ha aiutato e stimolato a creare in sala posa parecchi set con le mie mani.

Creare dei set originali è parecchio costoso e se al costo dei materiali aggiungiamo la manodopera necessaria per realizzarli, il costo finale diventerà esorbitante.

Quindi faccio parecchi lavori per ricreare dei set originali ma solo quelli che sono in grado di fare da solo.

E mi diverto pure !


Una cosa che spesso non viene presa in considerazione quando si decide di trasformare un locale in sala posa fotografica è sicuramente l’ altezza del soffitto.

Un soffitto basso assicura una maggiore riflessione della luce e fornisce immagini molto morbide e facili da gestire.

Ha però l’inconveniente molto grande di fornire nell’illuminazione dall’alto una forte caduta di luce.

A questo inconveniente si può porre parzialmente rimedio con luci di schiarita ma non si ottengono gli stessi effetti che si avrebbero con una sola luce da un’altezza maggiore.

Nella figura raffigurata si ipotizza un soffitto che raggiunge i 4 metri di altezza.

La fonte luminosa rappresentata con la lettera O si trova a circa 1,80 metri dalla testa e a 3,60 metri dai piedi.

Con una figura in piedi , il rapporto di illuminazione tra testa e piedi è 2/1.

In poche parole , se l’ esposimetro da f/11 all’ altezza del capo, darà f/8 all’ altezza dei piedi.

Fotograficamente significa che abbiamo una caduta di luce molto contenuta e potremo anche evitare di utilizzare una luce di schiarita e ottenere un effetto “ crudo “ ma molto bello e naturale.

 

Schema molto efficace, con luce radente, utile per mettere in i risalto volumi.


Beauty dish con griglia dx                        f/11

Beauty dish con griglia sx                         f/11


Entrambi i flash laterali vanno leggermente arretrati rispetto all’ asse della modella per dare più rilievo alla farina e non illuminare il fondo scuro.



             

                                


Prendiamo come soggetto una semisfera grigia e facciamo due conti sulle variazioni tra luce principale e schiarita.

Ho usato una semisfera per non distrarre l’ attenzione con la parte rivolta verso il fondale e quindi non inquadrata

La semisfera sarà messa all‘ interno di una camera dipinta in nero e quindi con riflessione ambientale minima, per non falsare le letture.

Le letture a luce incidente saranno sempre eseguite separatamente


Luce principale - Beauty dish con griglia A

Schiarita - Octobox con 2 metri di diametro B e piazzato dietro alla macchina

La zona segnata col triangolo rosso dovrà avere sempre la stessa luminosità.

Solo beauty dish f/8  .  rosso f/8              verde 0                                   contrasto massimo


Beauty dish f/8 - Octobox f/8 -                 rosso f/8 + f/8 ( f/11 )            prende luce da A e B         

                                                                 verde f/8                                prende luce solo da B

Misurazione esposimetrica sul lato rosso che prende luce da entrambi i flash

Diaframma di lavoro f/11                       Rapporto tra rosso e verde     2/1

Ora puoi eliminare il livello 1 e 1copia. Vai su nuovo livello di regolazione mappa sfumatura e inserisci quella appena creata coi valori del sistema zonale.

Ripeto che non è un metodo efficace , se la fotografia ha difetti di partenza, ma restituisce una gamma dinamica con tutte le gradazioni di grigio.

Lo scatto iniziale dovrebbe tenere conto delle alte luci e delle ombre già in partenza. Con i paesaggi, su cavalletto esistono tecniche di doppio e triplo scatto sulla medesima,identica inquadratura.

Si sfrutta una sottoesposizione e una sovraesposizione oltre all’ esposizione esatta. In questo modo si possono riunire in un unico file le diverse qualità che ogni file porta in dote.

Una tecnica molto comune nello still life dove oggetti molto contrastati impediscono di avere una gamma tonale leggibile per la macchina fotografica.

Vetro, acciaio e altri oggetti che brillano vanno trattati con attenzione.

Un buon rimedio è il filtro polarizzatore. Uno dei pochi filtri che non può essere sostituito nemmeno con le attuali tecniche di fotoritocco.

Utile anche nel ritratto dove riesce a opacizzare in tutto o in parte , lucidità della pelle dovute a sudore o imperfezioni nel trucco.


Nero                                                                                                           Bianco

Lettura a luce incidente

Supponiamo di volere solo una leggera schiarita dalla parte opposta sapendo che la A lavora a f/8

Decidiamo di impostare il flash B a f/4 ( 2 diaframmi sotto )

Accendiamo il flash B e ci predisponiamo alla misurazione.

Se dopo il primo lampo ci saranno correzioni da fare si aumenta o diminuisce la potenza del lampo ripetendo le misurazioni sino a quando l’ esposimetro non dia il desiderato f/4.

Sembra una perdita di tempo ma col trigger e l’ esposimetro in mano , l’ operazione è più facile a farsi che a dirsi.

Ora faremo una lettura con i flash A e B accesi.

Questo serve perchè in molte situazioni, la riflessione ambientale provoca un leggero aumento di luminosità sul soggetto.

Si ripete quindi la misurazione sia verso A che verso B

Avremo per esempio che la lettura f/8 sarà salita a f/9 per via della riflessione ambientale ( muro, soffitto ecc.... )

Scatteremo a f/9

    Comincerò a illustrare questa pagina su tecniche della luce in sala posa , dando pochi ma utili consigli da prendere seriamente in  

     considerazione.


    La nostra abitudine a considerare la luce del sole come unica fonte di luce, va considerata anche in sala posa e, anche se con le dovute 

    eccezioni va rispettata.

    Siamo abituati a considerare la luce principale come la luce che crea le ombre. Queste ultime non sono un difetto ma un mezzo per

    avere immagini plastiche e con una buona tridimensionalità.

    Vanno evitate assolutamente luci frontali troppo diffuse , che creano immagini piatte e slavate.

    Nello stesso modo bisogna evitare che sul viso si creino doppie ombre in contraddizione tra loro.

    Procedo quindi a pochi ma utili consigli di carattere generale.

  1. 1) Munirsi di un buon esposimetro esterno.

    Col digitale c’è un solo caso in cui non è necessario, ovvero quando si utilizza una sola luce e il risultato si può vedere direttamente sul

    visore della macchina fotografica. Tutte le volte che si utilizzano due o più luci, bisogna metterle in rapporto tra loro con misurazioni      

    accurate.

  1. 2)La luce principale deve avere una grandezza relativa più piccola della schiarita.

    In poche parole, se utilizziamo un beauty dish come  luce principale, la schiarita sarà affidata a un bank,pannello,muro di superficie

    superiore. Se per esempio vogliamo fare un ritratto con un bank 70 x 100 , avremo una luce morbida sul viso. Se vogliamo schiarire le 

    ombre leggere che si creano sul viso, non possiamo usare un beauty con griglia che ha una superfice più piccola. Dovremo quindi  

    usare un bank più grande o affidarci a un pannello diffusore più ampio dello stesso bank.


    Per far capire ciò di cui si parla parto dalla fonte di luce più comune, ovvero il sole.

    Questa stella ha rispetto alla nostra terra una grandezza infinitamente più grande , ma le ombre proiettate dalla sua luce sono molto 

    nette e crude. Ciò è dovuto al fatto che nonostante la sua enorme grandezza , è molto distante e di conseguenza la sua grandezza 

    relativa e molto piccola e possiamo paragonarla all‘ incirca all’ombra che proietta un beauty dish a circa 2 metri dal soggetto.

    Partendo da questa considerazione possiamo dire che un octabox di 2 metri di diametro che sia distante 6 metri dal soggetto, proietta 

    un ombra più netta di un bank di 80 centimetri che si trova a 1 metro di distanza.

    In fotografia vale la regola che maggiore è la grandezza della scena da riprendere e maggiori saranno le grandezze relative delle fonti di 

    luce.

  

    Esempio su schema di luce laterale






   

Per eseguire la figura intera con bank molto ravvicinati, è necessario avere una superficie illuminante che copra l’ intera figura.

Va eseguita una lettura separata dei due bank con esposimetro.

Finita questa operazione, si fa una lettura dei due bank accesi entrambi.

Bisogna assicurarsi che la testa e i piedi ricevano la stessa quantità di luce.

Preferibile usare la lettura a luce incidente.

Visto che si è raddoppiata la superficie illuminante, va effettuata una schiarita con una superficie più grande della somma dei due bank insieme.

L’ideale è che la luce di schiarita da sola faccia meno ombre possibili.

La lettura della luce di schiarita va effettuata con le luci laterali spente e bisogna regolare il flash in modo che dia da 1 a 2 diaframmi in meno.

Si completa l’ operazione con la lettura contemporanea di tutte le fonti di luce.

Tecniche di illuminazione in sala posa

Come detto prima, la luce di un bank che è molto vicino al soggetto, da un’ ombra

molto sfumata.

Questo è il pregio di lavorare con bank molto vicini.

Questo schema presenta l’ inconveniente di avere una grande differenza tra parte illuminata e parte in ombra.

La caduta di luce è molto grande e a questo si rimedia con una schiarita data da una fonte di luce più grande del bank che si utilizza.

Altro inconveniente dello schema qui riportato è che il bank molto ravvicinato, può andare bene per un ritratto o un mezzobusto.

La copertura non è sufficiente a coprire la figura intera.

Controluce con luci a rimbalzo su fondo bianco

Questo è uno schema molto semplice e da grandi risultati in controluce.

Si utilizzano 4 faretti di uguale potenza rivolti sullo sfondo bianco alla spalle della modella.

I faretti vanno messi in coppia uno sopra l’ altro per assicurare la massima copertura su tutta la figura.

Assicurarsi che la modella non riceva luce diretta dai flash ma solo la luce enormemente diffusa dello sfondo, che funziona come un enorme bank alle spalle.

Controllare a esposimetro l’ uniformità della luce su tutto lo sfondo-

La modella va messa molto vicina allo sfondo per un controluce soft.

Piu si allontana e maggiore sarà l’ effetto silhouette.

In questa immagine è inserita una seduta con plexiglass opalino dentro a un cubo di legno. Al suo interno sono collocato due flash che illuminano dal basso con un’ esposizione identica alla luce che arriva sul corpo dal fondale bianco.

Schema semplice a una sola luce per beauty con bank 60 x 80

Anche questo è uno schema molto semplice e l’ ho utilizzato a volte per ritratto e beauty.

Fondo nero e modella lontana dallo sfondo per lasciare il nero profondo.

Un grande bank posizionato sopra la modella e leggermente avanzato e inclinato verso il viso.

Controllare bene la posizione in modo che gli occhi siano ancora ben illuminati.

La modella si appoggia su un piano argentato che servirà a riflettere parzialmente la luce e attenuerà le ombre che si creano sotto il collo.

Il bank è a circa 1,5 metri dalla nuca della modella.

Tenere presente che più si avvicina alla modella e più aumenta la differenza di esposizione tra testa e busto ( caduta di luce ).

Su fondo nero è consigliabile utilizzare questo schema con indumenti chiari affinchè non ci sia confusione tra stoffa e sfondo.

Con indumenti scuri è consigliabile aggiunger ulteriori luci ad effetto che stacchino il soggetto dallo sfondo,

Schema a 4 luci su sfondo nero dipinto a smalto lucido con bodypainting oro su modella

Luce principale un grande bank ottagonale da 2 metri posizionato frontalmente e leggermente al di sopra dell’ asse del viso.

Come controluce ad effetto 2 bank da 80 centimetri destro e sinistro rispetto al corpo della modella e con una luminosità pari a quella data dal bank principale.

Misurazione flash sulla luce principale da f/8.

Si misurano separatamente i bank in controluce tarando il flash a f/8.

Si avrà così che sui bordi esterni toccati dalle luci ad effetto, l’ esposizione risulterà f/11 per via della somma di f/8 + f/8 ( luce principale + luce ad effetto )

Un beauty dish con griglia sullo sfondo per evindenziare leggermente la trama del nero lucido.

La misurazione di questo flash va effettuata con tutti i flash in uso  ed è sufficiente che lo sfondo dia come esposizione totale un diaframma in più della luce principale, ovvero f/11

La misurazione va fatta col metodo a luce incidente.

Le luci ad effetto vanno schermate con pannelli che evitino il flare in macchina.

L’ impressione generale della foto sarà un immagine morbida e col profilo del corpo che stacca appena dal fondale nero.

Esposimetro e metodi di misurazione

C’ è ormai la falsa credenza che un esposimetro , nel corredo del fotografo non serva più. La visione delle immagini appena scattate col digitale da l’ illusione di averne il controllo. Questo è assolutamente falso.

Come già detto , la lettura dell’ immagine sul visore può essere utilizzata come controllo dell’ esposizione, solo nel caso che venga utilizzata una sola fonte di luce.

Questo strumento è indispensabile per equilibrare più luci tra loro ed evitare che alcune luci possano andare a bruciare e rendere illeggibili parti di essa.

Andiamo a vedere come funziona e come usarlo.

Metodi di misurazione della luce

Questo indispensabile strumento serve a misurare la quantita di luce che arriva sul soggetto ed è influenzato dalla distanza tra soggetto e fonte di luce.

Sotto la calottina bianca ( cerchiata in rosso ) è posta la fotocellula.

Questa calotta a forma di semisfera fa in modo che la fotocellula legga una parte della luce che la colpisce.


Come si può vedere, la scala dei grigi è suddivisa in 11 sezioni che vanno dal nero profondo al bianco puro.

Prenderemo in esame solo il grigio segnato col triangolino rosso ( grigio medio )

Ora proviamo a scoprire la calottina bianca dell’ esposimetro e lasciamo a nudo la sua fotocellula. Rivolgiamo l’ esposimetro verso un cartoncino grigio medio e facciamo scattare il flash ( lettura a luce riflessa).

La lettura sarà ipoteticamente f/5,6

Ora facciamo uno scatto con la nostra macchina digitale impostata con gli stessi ISO che abbiamo impostato sull’ esposimetro e con diaframma f/5,6.

Avremo lo stesso grigio medio del cartoncino.

Proseguiamo utilizzando un cartoncino bianco e usiamo lo stesso metodo di lettura e gli stessi ISO.

Ipotizziamo che la lettura sia f/16 poichè col metodo a luce riflessa è logico che il bianco rifletta maggiormente.

Ora impostiamo la macchina a f/16 e vedremo che avremo di nuovo una fotografia della tonalità del grigio medio.

La lettura con esposimetro in luce riflessa da sempre come risultato il grigio medio

Adessso rimettiamo la calottina bianca davanti alla fotocellula facendola scorrere nell’ apposito cursore e ci predisponiamo a fare le stesse letture sul cartoncino

col metoto a luce incidente .

L’ esposimetro in questo caso va rivolto verso la fonte di luce e posizionato vicino al cartoncino grigio.

La lettura darà f/5,6, ovvero la stessa lettura che abbiamo avuto in luce riflessa col cartoncino grigio medio.

Deduciamo che la taratura degli esposimetri  ( se sono precisi ) deve dare una lettura identica quando si usa il cartoncino del grigio medio , sia in luce riflessa che in luce incidente.

Questa è una caratteristica costruttiva degli esposimetri.

Va da se che la lettura in luce incidente è sempre la stessa indipendentemente dalla tonalità del cartoncino e di conseguenza possiamo affermare che questo tipo di lettura restituisce alle varie tonalità del soggetto una “ visione oggettiva”

0     1      2     3     4   5    6    7    8    9     10

Grigio medio 18%

Un esperimento con l’ esposimetro

Rivolgiamo verso il cartoncino bianco l’esposimetro predisposto a una lettura in luce riflessa .

Mettiamo a nudo la fotocellula e facciamo scattare il flash.

La lettura sarà ipoteticamente f/11 e impostiamo la macchina a f/11.

Il risultato sul visore sarà questo.

Rivolgiamo verso il cartoncino nero l’esposimetro predisposto a una lettura in luce riflessa .

Mettiamo a nudo la fotocellula e facciamo scattare il flash.

La lettura sarà ipoteticamente f/4 e impostiamo la macchina a f/4.

Il risultato sul visore sarà questo.

Rivolgiamo verso il cartoncino grigio medio l’esposimetro predisposto a una lettura in luce riflessa .

Mettiamo a nudo la fotocellula e facciamo scattare il flash.

La lettura sarà ipoteticamente f/8 e impostiamo la macchina a f/8.

Il risultato sul visore sarà questo.

                     Lettura in luce riflessa: regola generale

Qualsiasi tonalità misurata a luce riflessa , darà un’ immagine grigio medio.

Un esperimento con l’ esposimetro

Abbiamo visto che la lettura in luce incidente restituisce fedelmente la tonalità

del cartoncino che si va a misurare, mentre la lettura in luce riflessa da sempre

come risultato il cartoncino grigio medio 18%.

Un nuovo esperimento.

Abbiamo due cartoncini. Uno è grigio chiaro,l’ altro e nero.

Vogliamo che il cartoncino nero ci dia un immagine della stessa tonalità di quello grigio chiaro.

Come fare ?

Si fa una lettura a luce incidente ( con calottina e rivolta verso la macchina )

Si imposta la macchina sul diaframma dato da questa lettura. (es. f/8 )

A questo punto si avrebbero le immagini oggettive del grigio e del nero.

Ora si misura con luce riflessa ( si scopre la fotocellula rivolta verso il grigio chiaro ) e si avrà una risposta alla domanda : quanta luce riflette il grigio chiaro? Mettiamo che dia f/16.

Logica dice che un grigio chiaro darà una riflessione maggiore della stessa lettura a luce incidente, visto che è più chiaro del grigio medio.

Ora, senza toccare il diaframma della macchina (f/8) impostato precedentemente, fotografiamo il cartoncino nero regolando la potenza del flash sino a ottenere la lettura in luce riflessa a f/16, ovvero la stessa riflessione che da il cartoncino grigio chiaro. Sul visore vedremo come il cartoncino nero darà un immagine con la stessa tonalità del cartoncino chiaro.


Distanza luce laterale/soggetto.

In quale modo incide la distanza della luce dal soggetto ?

A parte il cambiamento di luminosità , che è possibile tenere sotto controllo variando la potenza del lampo flash, la distanza tra fonte di luce e soggetto influisce parecchio sulla riuscita dell’ immagine.

Farò qualche piccolo esempio delle cose da fare o da evitare usando schemi e figure essenziali, solo per far capire i concetti espressi.

             1 metro                             1 metro

La distanza tra flash e inizio soggetto è pari alla largezza del soggetto

La caduta di luce tra la spalla A e la spalla B sarà di un diaframma.

               2 metri                                              1 metro

La distanza tra flash e inizio soggetto è doppia rispetto alla largezza del soggetto

La caduta di luce tra la spalla A e la spalla B sarà di un circa mezzo diaframma

A                                    B

1/2 metro                1 metro

La distanza tra flash e inizio soggetto è metà rispetto alla largezza del soggetto

La caduta di luce tra la spalla A e la spalla B sarà di circa 2 diaframmi.

                                                  2 metri                                                                                           2 metri

La distanza A - B incide direttamente sulle decisioni del fotografo su come posizionare una luce .

Qui simuliamo una fotografia con il soggetto con braccia distese.

La distanza A - B è quella tra mano destra e mano sinistra , che è circa 2 metri.

Per avere una caduta di luce di un solo diaframma tra mano destra e sinistra, bisogna posizionare la fonte di luce alla stessa distanza, ovvero 2 metri

A                                     B

A                                       B

A = 1 METRO

B = 2 METR1

La distanza A - B incide direttamente sulle decisioni del fotografo su come posizionare una luce .

Qui simuliamo una fotografia con il soggetto disteso

La distanza A  è quella tra luce e testa che è circa 1 metro

la distanza B è quella tra luce e piedi , che è circa 2 metri.

In questo caso avremo una caduta di luce di un solo diaframma.

Importante non confondere la caduta di luce , che si presenta sulle parti illuminate , con le parti in ombra che per la stessa morfologia di un corpo o oggetto , non ricevono luce.

In questa immagine è stata aggiunta una luce bassa che si riflette su pannello argentato allo scopo di dare luce alla parte bassa dell’ amaca.

Distinzione tra caduta di luce e parti in ombra

bank

bank

bank

bank

bank

bank

La regola vale per le figure che si sviluppano sul piano orizzontale

Progressione dei diaframmi interi

Radice quadrata di 2 = 1,4

Bene, abbiamo la base per ricordare la progressione

1,4 - 2

2,8 - 4

5,6 - 8

11 - 16

22 - 32

45 - 64

Come si può notare, basta raddoppiare i numeri sulla stessa colonna.

Avremo la sequenza dei diaframmi interi     

1,4 - 2 - 2,8 - 4 - 5,6 - 8 - 11 - 16 - 22 - 32 - 45 - 64

A                                                                                                 B

Schema a 4 luci su fondo nero

Luce frontale  dall’ alto a 45 °  - Bank 60 x 80 - Misurazione f/8 a 100 iso

Luce a effetto destra controluce - Beauty dish con griglia - f/8

Luce a effetto sinistra controluce - Beauty dish con griglia  - f/8

Luce a effetto centrale dall’ alto - spot con griglia - f/8

Tutte le misurazioni effettuate separatamente.

Scatto finale a f/8

Come già detto, su sfondo nero è spesso utile delineare i contorni per dare più tridimensionalita all’ immagine ed evitare che i capelli scuri si fondano con il nero di sfondo.

Schema a 4 luci su fondo nero

Luce frontale  dall’ alto a 45 °  - Beauty dish con griglia - iso 200 - f/11

Luce effetto sinistra - calotta semplice con griglia - f/16

Luce a effetto destra - calotta semplice con griglia - f/16

Luce di sfondo - spot con griglia molto vicino allo sfondo dal basso - f/22

Tutte le misurazioni effettuate separatamente.

Scatto finale a f/11

Come già detto, su sfondo nero è spesso utile delineare i contorni per dare più tridimensionalita all’ immagine ed evitare che i capelli scuri si fondano con il nero di sfondo.

Luci a effetto con un diaframma di luce in più per evidenziare le guance.

Una striscia di schiarita del fondo nero per mettere in risalto la spalla.

Schema a 3 luci su fondo giallo

Luce laterale a 45° asinistra con bank 60 x 80 - iso 100 - f/8

Luce a effetto destra - bank 60 x 80 - f/11

Luce di sfondo  - bank ottagonale 2 metri - f/4

Tutte le misurazioni effettuate separatamente.

Scatto finale a f/8

Luce continua a led

Questo set a luce continua , ha come fonte di illuminazione dei neon a led

con temperatura colore 4000 gradi kelvin.


Va quindi fatto in partenza il bilanciamento del bianco in macchina.


Amo molto inserire nello scatto le fonti di luce , in quando entrano a far parte dell’ immagine, rendendo chiaro il metodo di illuminazione , attraverso la loro stessa presenza.

Utile sapere che le parti a contatto con il led saranno bruciate per via dell’ enorme caduta di luce, ma questo non deve fare desistere visto che i neon led hanno una bellissima luce, molto morbida e fascinosa.

Faccio notare che nel giro di pochi centimetri di spostamento della modella rispetto al fascio luminoso, la luce e l’ effetto cambia moltissimo per cui meglio fare attenzione alle pose che la modella sta assumendo.

Alla sensibilità di 100 iso si scatta con tempi molto bassi e conviene usare un cavalletto per evitare il mosso.

Strumenti di lavoro in sala posa e ombre create a parità di distanza fonte di luce/soggetto

Flash con calotta 60° - ombra netta appena sfumata con ampia superficie illuminata

Beaty dish con griglia 60° - ombra netta con superfie illuminata ridotta

Beaty dish con diffusore  - ombra più sfumata e superficie illuminata maggiore

Bank 70 x 70 con  diffusore  - ombra morbida e superficie illuminata grande

Octobox 2 metri con diffusore  - ombra morbidissima e superficie illuminata molto grande

Snoot - ombra nettissima - superficie illuminata ridottissima

Foto con lanci di farina su fondo grigio scuro - 3 Flash utilizzati

Premessa - Le foto con lanci di farina sono sempre problematiche per il fatto che questo elemento volatile sporca parecchio le attrezzature.

Da ciò l’ esigenza di tenere lontano dal set sia la macchina fotografica che i flash.

Questo scatto è molto semplice come illuminazione e prevede 3 flash.

Bank 60 x 80 dx in leggero controluce dall’ alto laterale . luce incidente f/8

Bank 60 x 80 sx in leggero controluce dall’ alto laterale . luce incidente f/8

Luce schiarita fornita da flash con calotta 60° rimbalzata su pareti bianche dello studio - lettura incidente f/4

Tutte le misurazioni fatte separatamente.

Infine lettura di tutte le luci insieme - f/9

L’illuminazione in leggero controluce è l’ ideale per foto con farina, perchè

non va a schiarire lo sfondo e al tempo stesso rende più visibile la nuvola.

Distanza soggetto dallo sfondo bianco

A

B

Il fondale è bianco

Il flash è situato a 8 metri dalla modella e la misurazione a luce incidente da diaframma f/8

Modella e sfondo prendono praticamente la stessa quantità di luce.

Lo sfondo rimane bianco con esposizione corretta.

A

B

Il flash è situato a 4 metri dalla modella e la misurazione a luce incidente sulla modella da diaframma f/11

Lo sfondo continua a prendere la stessa quantità di luce ma il diaframma di lavoro è f/11

Lo sfondo è sottoesposto di un diaframma e avrà questa tonalità di grigio.

AB =BC

C

A

B

Il flash è situato a 2 metri dalla modella e la misurazione a luce incidente sulla modella da diaframma f/16

Lo sfondo continua a prendere la stessa quantità di luce ma il diaframma di lavoro è f/16

Lo sfondo è sottoesposto di 2 diaframmI e avrà questa tonalità di grigio.

AB =1/4 BC

C

A

B

Semplice

Si posiziona una luce molto ampia oppure 2 o più luci che interessino solo lo sfondo.

Si raccomanda di fare una luttura con la luce principale accesa da abbinare alla/e luce di sfondo.

Misurazione a luce incidente e calibratura del flash sino a raggiungere sullo sfondo il diaframma di lavoro.

Fare attenzione che lo sfondo abbia la stessa luminosità in tutti i punti, cioè f/16

La lettura della luce di sfondo e fatta con la luce principale accesa per il motivo che,se fosse spenta e calibrassimo la luce di sfondo a f/16, nel momento dello scatto con tutte le luci, la luce principale si aggiungerebbe a quelle di sfondo e avremmo uno sfondo leggermente sovraesposto.

C

Come fare ad avere nuovamente lo sfondo bianco

Errori e falsi miti

Vedo spesso circolare su web fotografie con filtri colorati su fondale molto chiaro e per forza di cose non prende colorazione e saturazione giusta.

Si può colorare con una gelatina un fondale bianco ?

Assolutamente NO !!!!

Il bianco è tale per il fatto che la sua luminosità è massima rispetto ai valori tonali dell’ istogramma.

Aggiungendo luce pur colorata, non si fa altro che andare oltre la soglia di luminosità ovvero 255

Per poter colorare un fondale con gelatine , bisogna che la sua luminosità sia più bassa di questo limite.

Il fondale nero si presta benissimo alla colorazione tramite gelatine.

Può prendere qualsiasi colore e attraverso un aumento o diminuzione dell’ esposizione può essere portato

a qualsiasi gradazione di luminosità ( bianco compreso ).

Utilizzo dello snoot

L’ aggiuntivo ottico snoot ha un angolo di lavoro molto ristretto ed è molto utile da usare per esempio come luce d’ accento sui capelli .

Questi, specie se scuri, risaltano poco in fotografia e specie su fondo scuro tendono a fondersi con esso.

Questo strumento va usato con attenzione per il fatto che assolve il suo compito se sovraesposto decisamente per dare risalto ai capelli, ma se finisce su parti chiare può bruciare e rovinare la foto.

Questo è uno dei casi in cui , una lettura separata dello snoot con luce riflessa è da prendere in considerazione.

Avevo detto in precedenza che la lettura a luce riflessa porta a esporre in modo che ogni tonalità diventi grigio medio.

Una ottima cosa far diventare capelli neri più luminosi e visibili.

Sennò ci si affida a un metodo più empirico, dando un paio di diaframmi in più rispetto all’ esposizione totale.

Luce continua e luce flash . Calcolare tempo e diaframma

Se siamo in un ambiente molto luminoso o all’aperto e per vari motivi vogliamo aggiungere una luce flash

dobbiamo sapere come combinare la lettura esposimetrica per avere una corretta esposizione.

L‘ utilizzo del flash può essere utili per avere una luce più morbida, togliere le fastidiose occhiaie in una giornata di sole a picco, non perdersi completamente la bellezza di un ambiente o semplicemente per fermare l‘ immagine in un ambiente poco illuminato attraverso il lampo che congela il movimento.

Vediamo come fare a misurare e tarere la luce.

Quella ambientale non è modificabile, per cui andremo con l’ esposimetro a fare le misurazioni a luce continua.

Supponiamo che a 200 iso la misurazione dia sul viso del modello/a  f/5,6 con tempo 1/30 di secondo

Mettiamo la macchina col tempo di 1/30 di secondo.

La luce flash non è sensibile a variazioni del tempo , visto che il lampo ha un tempo tutto suo.

Andiamo sull’ esposimetro e lo portiamo in modalità di lettura flash.

Diamo un lampo di prova e regoliamo la potenza del flash sino a quando non avremo come lettura f/5,6

Adesso abbiamo entrambe le fonti luminose che danno f/5,6

Due fonti luminose della stessa potenza, raddoppiano la quantità di luce, per cui ora scatteremo a f/8.

Questo metodo va bene per tenere in perfetto equilibrio luce continua e luce flash.

Ci sono casi in esterna che richiedono un trattamento leggermente diverso.

Se stiamo scattando in ambiente urbano per esempio, possiamo mantenere inalterati il tempo di esposizione e aumentare la potenza del flash.

Questo non inciderà sull’ esposizione del paesaggio ma inciderà direttamente sul soggetto.

Per esempio possiamo avere lettura ambiente f/5,6 con 1/30 di secondo con luce continua e portare il flash a f/8 per dare prevalenza al soggetto.

Lo scatto sarà eseguito a f/9, questo perchè al colpo di flash si aggiunge la luce ambiente che influisce sull’ esposizione.

All’ aperto , se vogliamo scurire un cielo per esempio , possiamo operare in questo modo.

La lettura luce ambiente ci da f/8 con 1/125 di secondo.

Portiamo il flash a una lettura in misurazione flash di f/16

Scatteremo a f/16 o diaframma intermedio tra f/16 e f/22 per compensare quel poco di luce in più che arriva dall’ ambiente.

Avremo il soggetto perfettamente esposto con un cielo molto saturo.


Una cosa che bisogna considerare sempre è che quando si combinano insieme luce continua e luce flash, bisogna avere entrambe le fonti di luce con la stessa temperatura colore.


Esistono in commercio alcune tipologie di lampade che si prestano a essere abbinate ai flash e che hanno temperatura colore molto vicina ai 5600 gradi kelvin

L’ esposimetro ha comunque la possibilità di dare una lettura a luce mista.

Questa lettura ci dice quant’è complessivamente la luce flash + luce ambiente.

Uno strumento utilissimo che bisogna conoscere a fondo.


luce continua riflessa su soffitto

luce flash

Esposizione in luce continua e luce flash

Parliamo un pò delle caratteristiche in generale dei flash da studio.

Come si forma l’ immagine in un lampo.

Perchè il tempo di  esposizione non incide sulla corretta esposizione.

Perchè la luce pilota non partecipa alla formazione dell’ immagine.



Partirò spiegando come si può rappresentare una corretta esposizione , mettendo in rapporto luce continua con luce flash.

Sappiamo che una corretta esposizione a luce continua è data dalla coppia tempo di esposizione/diaframma

Quantità di luce e tempo sono inversamente proporzionali e quindi raddoppiando l’ uno bisogna dimezzare l’ altro.

L’ importante che il rettangolo rappresentato abbia sempre la stessa area.

La potenza del lampo in un flash da studio e la sua durata fanno si che il tempo di impostazione sulla macchina non abbia nessun effetto sull’ esposizione ( purchè sia compreso nei tempi di sincronizzazione del flash )

In poche parole, è indifferente se si scatta con 1/8 di secondo o 1/250 di secondo col flash in una sala posa con luce fioca.

Le caratteristiche dei flash e la durata del lampo sono diverse a seconda della marca e del modello.

Parto dai flash che utilizzo in studio e che hanno , secondo la bowens un lampo che si aggira intorno al 1/2000 di secondo.

Anche per il flash vale la regola del rettangolo, ovvero esposizione = quantità di luce x tempo.

Logico aspettarsi che la proporzione tra potenza del flash e luce pilota faccia si che nel tempo di sincro del flash che si aggira sul 1/250 di secondo,la lampada pilota abbia un’ influenza praticamente nulla sulla riuscita dell’ immagine.

Con luce continua, l’ esposizione può essere rappresentata graficamente come area di un rettangolo in cui un lato è il tempo di esposizione e l’ altro è la luminosità.

Sono tra loro inversamente proporzionali.

luminosità della scena

tempo di esposizione

Pannello diffusore e pannello nero

Luce laterale di un bank senza schiarita

Luce laterale di un bank con schiarita di un pannello diffusore bianco

Luce laterale di un bank ,con annullamento di riflessione ambientale attraverso l’ uso di un pannello diffusore nero.

Contrasto normale

Contrasto ridotto

Contrasto massimo

Inutile ribadire che uno schema identico si ripresenta se la luce arriva dall’ alto e il fondale è nero.

Il contrasto aumenta considerevolmente e bisogna porvi rimedio.

Grafico del lampo del flash

Fase di ascesa                    Picco massimo                          Fase di dissipazione calore e luminosità

Durata totale circa 8/10 di  secondo.                            Il picco massimo ( in rosso ) circa 1/2000 di secondo

Preparazione del set

Pochi consigli utili per ottenere buone immagini e attrarre l’ attenzione dell’ osservatore sulle vostre fotografie.


Costruisci il set mentalmente nei minimi particolari.

Set complicati vanno seguiti nei minimi dettagli della loro lavorazione


La stessa attenzione dovrai avere per le luci. Non c’è niente di più deprimente che vedere fotografi che all’ ultimo momento non sanno come disporle.

La luce è parte integrante di una fotografia e può cambiare totalmente il suo significato.


Se fotografi modelle/i , scegli bene in base alle loro attidudini. Non puoi pretendere di fare buone foto di danza con una modella seppur bellissima , che non sa muovere un passo.


Non trasformare le foto di glamour e nudo in foto volgari. Correggi eventuali pose inadatte al tuo scopo e usa la luce “giusta”


Meglio avere sempre uno scambio di informazioni coi tuoi collaboratori in merito alle foto che vuoi fare.


Se pensi che fare foto sia semplicemente fare click, ti consiglio di cambiare hobby o mestiere.

Senza fantasia, voglia di progredire, senza entusiasmo e voglia di lavorare non vale la pena spendere soldi per attrezzature fotografiche.


Esposimetro : come si usa

Letura a luce incidente con calotta che copre la fotocellula

Attraverso questa calotta di plastica, passa solo una parte della luce.

Questo tipo dimisurazione va fatto rivolgendo la calotta in plastica verso la fonte di luce.

Le impostazioni da dare all’ esposimetro una volta acceso sono :

determinare il tipo di luce che si vuole misurare tra le 3 possibili, ovvero flash, mista (flash + continua ), continua.

determinare gli iso che imposteremo anche sulla macchina fotografica ( per esempio 200 iso )

determinare il tempo di scatto.

Scegliamo di misurare la luce flash e impostiamo il tempo di sincro che sopporta la macchina fotografica con flash da studio.

Lettura a luce incidente.

Ora , accendiamo il flash e attiviamo la fotocellula alla lettura tramite apposito pulsante. Facciamo partire il lampo, tenendo la calotta rivolta verso il flash e vicinissima al soggetto da fotografare.

L’ esposimetro ci dirà a che diaframma scattare.

Il tempo rimane invariato con i flash in sala posa perchè è ininfluente.

Molti esposimetri leggono i decimali tra un diaframma intero e il successivo e garantiscono grande precisione nella lettura.

Ammettiamo che l’ esposimetro dia f/5,6.

Impostiamo la macchina in manuale sul diaframma 5,6 , con gli iso impostati sull’ esposimetro e il tempo di sincro ( 1/250 sec.)

Scattiamo e vedremo che il visore ci darà una lettura fedele dell’ immagine.

Lettura a luce riflessa con fotocellula scoperta.

Basta fare scorrere l’ apposito cursore della calottina in plastica per scoprire la fotocellula dell’ esposimetro.

Questo tipo di misurazione va fatto rivolgendo la fotocellula verso il soggetto da fotografare e facendo attenzione a non fare ombra con la mano. Questo potrebbe falsare la lettura.

Si imposta l’ esposimetro su luce flash e con tempi e iso che si impostano sulla macchina fotografica.

Lettura a luce riflessa con fotocellula scoperta.

Come si può notare dallo schema, la luce del flash rimbalza sull’ oggetto/modello/a e così facendo finisce a sensibilizzare la fotocellula scoperta che da una lettura in base alla quantità di luce riflessa dallo stesso oggetto.

Ovviamente un oggetto chiaro rifletterà più luce di un oggetto scuro.

Come detto in precedenza, se scattiamo con lo stesso diaframma che ci indica la lettura a luce riflessa, avremo sempre un grigio medio sul visore.

Esposimetro in pratica

A

B

Lettura a luce incidente

Accendiamo il flash A dopo avere impostato iso, lettura flash e tempo di sincro sull’ esposimetro ( fotocellula coperta )

Attiviamo la lettura e facciamo scattare con trigger o cavetto, il flash A

Supponiamo una lettura diaframma f/8

Spegnamo il flash A

A

B

Fotografare con finestra alle spalle della modella

Capita a volte di dovere fare ritratti in ambienti illuminati da una finestra di cui vogliamo sfruttare il paesaggio che si intravvede e con un giusto equlibrio tra interno e esterno.

Se scattassimo questa foto con la macchina in automatico, probabilmente verrebbe influenzata fortemente dalla luce esterna e si avrebbe una fotografia in silhouette della ragazza.

Procediamo quindi a mettere la macchina fotografica in manuale

Abbiamo a disposizione un flash per illuminare la modella ma non sappiamo come equilibrare le luci.

Procediamo quindi a fare la misurazione della luce continua che viene dall’ esterno.

Accendiamo l’ esposimetro e facciamo una misurazione a luce incidente , rivolgendo la calotta verso l’ esterno stando affacciati alla finestra.

Questa misurazione va fatta impostando l’ esposimetro in modalità luce continua.

Ammettiamo che la lettura dia 1/125 di secondo a f/8

Senza cambiare gli iso sull’ esposimetro , lo portiamo in modalità luce flash e facciamo un lampo rivolgendo la fotocellula verso il flash tenendo esposimetro vicino al viso della modella.

Regoliamo il lampo , sino a quando non raggiunge il diaframma f/8.

Impostiamo la macchina fotografica a 1/125 di secondo con diaframma f/8 e avremo il paesaggio esposto correttamente e il viso della ragazza ben rappresentato.

Piccole correzioni su luminosità del paesaggio vanno fatte variando la scala dei tempi, perchè come detto più volte,il flash non è sensibile a questa variazione.

Variazioni sulla luminosità della ragazza invece vanno fatte solo variando la potenza del lampo, visto che questo non può influenzare la luminosità del vasto paesaggio alle spalle.

veneziane, fessure , tende fessurate o ricamate

Realizzare fotografie utilizzando le ombre create da veneziane in studio

Quante volte vediamo nei film questa situazione che ci sembra molto interessante ?

Il sole che filtra da una finestra e passa attraverso una tenda veneziana, delle sbarre, dei tessuti fessurati.

Ricrearla in studio è espremamente facile.

Basta avere presente che il sole crea ombre nette perchè è molto distante dalla terra e la sua grandezza relativa è molto piccola.

Utilizziamo quindi un aggiuntivo ottico come uno spot o una semplice calotta a 60°

Teniamo la luce molto distante dalle tende veneziane e il soggetto il più vicino possibile a queste ultime ( purchè non entrino nell’ inquadratura.

Questo perchè avvicinando la fonte di luce alla tenda, le sue ombre sfumano sino a sparire, perdendoci così l’ effetto cercato.

Questo fenomeno ottico ha a che fare con il fenomeno dell’ interferenza della luce.

La lente di Fresnel detta anche occhio di bue, è un aggiuntivo ottico che si monta davanti al flash.

Viene usata spesso in teatro a luce continua per illuminare in modo selettivo i personaggi.

Ha spesso due lenti con cui si riesce a mettere a fuoco il cerchio con bordi netti e senza sfocature

Lente di Fresnel

Snoot

Lo snoot è un aggiuntivo ottico che serve a ottenere un cerchio molto più sfumato del fresnel.

Si usa in genere sugli sfondi, per illuminare piccoli oggetti o semplicemente per una schiarita sui capelli.

Può essere utile nella foto pubblicitaria per dare risalto a piccoli accessori usati da modello/a. Borse, gioielli ecc.....

Gamma dinamica-Latitudine di posa

Un inizio per conoscere le potenzialità della tua macchina fotografica può essere questo.



Dobbiamo verificare quanti diaframmi intercorrono tra il nero con valori RGB 000 e il bianco con valori RGB 255 . 255 . 255


Questa verifica si farà con luce continua con un cartoncino grigio. Conviene usare una lampada in ambiente dove non arrivi la luce solare e continuare a scattare in manuale.

La luce solare non è stabile e basta una nuvola davanti al sole per falsare le letture.

Partendo per esempio con un diaframma 1.4 a 200 iso e un tempo di 1/4 di secondo.

Lavoremo con tempi sempre più veloci e ogni volta dimezzandoli.

1/4 sec. -1/8 sec. - 1/15 sec. - 1/30 sec. - 1/60 sec. - 1/125 sec. - 1/250 sec. ecc.....

Si avranno molti file e si selezionano le fotografie in base alla numerazione RGB che darà il contagocce di photoshop.

Si clicca col contagocce sul nero e automaticamente il computer lo imposta come colore di primo piano

Si clicca sul colore di primo piano e automaticamente si apre il selettore colore.

Qui potremo leggere il valore RGB del nostro nero.


Avremo più file che danno 000 ma noi scegleremo il più vicino a quello che da un risultato più alto dello 000.

La stessa cosa per il 255 - 255 - 255, ovvero sceglieremo quello che ha immediatamente vicino quello con una numerazione più bassa.

Avremo un file che da 000 e l’ altro da 255

Contiamo complessivamente quanti scatti abbiamo fatto per passare dall’ uno all’ altro compresi il nero e il bianco.

Questa operazione va fatta scattando in RAW perchè il jpg comprime i toni e non da una giusta lettura.

La gamma dinamica è una caratteristica che varia a seconda del modello di macchina che usiamo.

In genere , le più costose hanno sensori con gamma dinamica più alta, ma non è sempre così.

Basta sapere che questa è una caratteristica che ci permette ( per esempio ) di rappresentare al meglio un cielo molto luminoso e con lo stesso scatto le ombre più profonde senza che si presentino bruciature o mancanze di dettagli nei neri.

Possiamo consolarci sapendo che un file con gamma 12, in fase di stampa sarà ridotto a una gamma molto inferiore.

Luce di sfondo

Abbiamo più volte parlato degli strumenti per creare luci d’ accendo e luci di sfondo.

Ma quando usarle ? A cosa servono ?

Per chiarire, parto da una situazione abbastanza tipica.

Prefiguriamo nel nostro progetto d’ immagine un mezzo busto o un primo piano con una luce dall’ alto su sfondo scuro o nero.

Vogliamo un immagine molto “ noir” nell’ effetto e con ombre profonde.

Decidiamo che a questi scopo la luce migliore sarà un beauty dish con telino. che opportunamente angolato ci dala possibilità di illuminare le parti alte, lasciando in discreta ombra le altre.

Le parti in ombra decidiamo di non schiarirle o di schiarirle appena con un pannello dal basso. La caduta di luce unita alla lontananza dal fondale farà si che alcune parti del corpo si confonderanno con questo.   

Questo è il momento di pensare a usare una luce di sfondo.


L‘ inquadratura è stretta e basta un piccolo beauty dish con griglia  messo a terra  e rivolto leggermente verso l’ alto, in modo che coincida esattamente con quelle zone del corpo che sono molto scure e che inevitabilmente si fonderebbero con lo sfondo nero.


Come regolare la potenza del flash e come fare le misurazioni esposimetriche ?


Semplice!


Si misura la luce tenendo l’ esposimetro rivolto verso il beauty dish di sfondo ( luce incidente ) e con la luce principale che illumina la modella accesa.


Bisogna ricordare che parte di questa luce finisce sullo sfondo e concorrerà a creare l’ esposizione.

Se la misurazione sul viso è f/8 non possiamo tarare il flash di sfondo a f/8, perchè unito alla luce principale darebbe una visione

“ oggettiva “ dello sfondo stesso e quindi avrebbe la sua stessa luminosità, cioè nero.


Dobbiamo quindi portarlo a uno o due diaframmi in più, ovvero f/11 o addirittura f/16.


Esiste un metodo scientifico per determinare il grado di luminosità dello sfondo e non è nemmeno così complicato.


Dalla serie di cartoncini grigi delle varie gradazioni che abbiamo sicuramente in studio, scegliamo quello che ha la gradazione che vogliamo dare allo sfondo.


Mettiamo il cartoncino sullo sfondo e regoliamo la luce di sfondo in modo che con la sua lettura esposimetrica a luce incidente , dia

f/8 come sul viso.


Una volta fatta questa operazione leggiamo la luce che riflette il cartoncino stesso che abbiamo scelto come “campione”.

Per questa lettura sposteremo la calotta bianca dell’ esposimetro per una lettura a luce riflessa.


Ammettiamo che il cartoncino ci dia come lettura a luce riflessa f/16

Ora aumentiamo la potenza del flash di sfondo sino a dare una lettura del nero a f/16 , sempre con esposimetro a luce riflessa.


Un metodo semplice per avere su fondo nero la stessa luminosità del viso della modella è, dopo avere impostato la macchina a f/8  pronta per lo scatto, fare una misurazione a luce riflessa del viso.


Ammettiamo che dia f/22.

Porteremo il beauty dish a lavorare sul nero sino a quando non da f/22 a luce riflessa.

Eviteremo l’ uso dei cartoncini di riferimento.


Ricordo, per non entrare in confusione, che nel frattempo il diaframma impostato in macchina rimane sempre f(8

Ora che abbiamo sistemato la foto nei suoi valori tonali ed esserci assicurati che ci sia un punto di bianco e uno di nero abbiamo la scelta di come rendere il suo contrasto.

Voglio qui mostrare un metodo basato sulla giusta distanza tra i toni intermedi e che mostra un giusto equilibrio nella gamma dinamica dei toni.

Si basa sul principio del sistema zonale applicato al digitale di cui riporta i valori RGB all’ interno della mappa sfumatura.

Inutile ribadire che questa “ tecnica” per creare il bianco e nero non è in grado di salvare una foto in cui ci siano errori grossolani.

Una foto coi giusti valori tonali deve essere pensata in partenza attraverso l’ uso oculato delle luci e dei rapporti luminosi.

















Abbiamo detto in precedenza che quei numeri rappresentano gli 11 valori RGB dallo 0 al 255

Ora spiegherò come costruire una mappa sfumatura che andrà a sovrapporsi alla fotografia già sistemata col punto di bianco e di nero attraverso la regolazione dei valori tonali .

Come crare un nuovo livello regolazione che simuli il sistema zonale

Clicchiamo sul nuovo livello di regolazione (triangolo rosso ) mappa sfumatura ed esce una mappa che andremo a costruire secondo i valori che immetteremo noi.

Ora, ogni volta che clicchiamo sotto la barra col triangolo rosso apparirà una interruzione .


Non facciamo caso a quello che succede alla fotografia sottostante e non facciamo nemmeno caso alla equidistanza tra le interruzioni.


Dobbiamo mettere 9 interruzioni, poichè 2 sono già presenti.






Adesso pensiamo a rendere equidistanti le interruzioni e cominciamo con la seconda ( indicata dal triangolo rosso )

Clicchiamo su questo e scriviamo 10 sulla casella posizione ( triangolo verde )

Proseguiamo così sulla seconda interruzione e scriviamo 20 sulla casella posizione.

Procediamo così sino a quando non arriviamo a 90. L’ ultima ,quella finale è già a 100

Avremo così gli 11pulsanti equidistanti pronti per essere trasformati nei valori tonali che desideriamo avere 





Ora le interruzioni sono tutte equidistanti.

Clicchiamo sul primo pulsante interruzione colore.

Clicchiamo su colore e si aprirà il selettore coi valori RGB

Qui sotto.

Sui valori RGB si imposta 000 ( le 3 frecce verdi )

Si passa al secondo interruzioni colore ripetendo la stessa operazione macon valore RGB 26.

Ripetiamo questa operazione 11 volte, tante quanti sono i toni presenti.

Riscrivo qui gli 11 valori RGB in ordine 0 - 26 - 51 - 76 - 103 - 128 ( grigio medio ) - 152 - 178 - 205 - 230 - 255

I valori sono quelli riportati sulla scala dei grigi.

Una volta terminate le operazoni avremo una mappa sfumatura che andremo a salvare cliccando su Nuovo e gli daremo un nome per non confonderla con altre in bianco e nero.

Sarà utile anche con foto a colori, perchè sovrapposta all’ immagine a colori e portata al metodo di fusione luminosità potrà aiutarci ad avere una eccellente gamma tonale.

Come cambia l’ immagine con mappa sfumatura

Come si può notare dal contrasto , si è usata la mappa sfumatura che non ha correzioni intermedie tra nero e bianco.

Photoshop la da di default

Un più basso contrasto e una grande morbidezza con la mappa sfumatura dai valori ottenuti col  metodo appena spiegato

Valori tonali - Un metodo molto preciso

Apri l’ immagine e crea 3 livelli : sfondo, livello 1 , livello 1copia

Adesso selezioni il livello 1. Portalo su soglia e sposta la barra a destra sino a vedere le ultime parti bianche.

Porta il livello 1copia su soglia e porta la barra verso sinistra sino a quando rimangono gli ultimi punti neri.  Poi togli la spunta

Rendi di nuovo visibile il livello 1copia , ma selezioni lo sfondo.Vai su Valori tonali. Utilizza il contagocce nero e clicca su puntini neri.

Togli la spunta al livello 1copia ma rimani sempre sullo sfondo come selezione.Vai su valori tonali e col contagocce bianco clicca sui bianchi

Rapporto luce principale/schiarita

A                                                

B                                               

Ombrello diffusore

Argentato


Poche parole su questo utili strumento utilizzato in sala posa per convogliare la luce.

Lavora in riflessione e la sua principale caratteristica è che, a differenza di altri ombrelli,

funziona come uno snoot ovvero convoglia parte del luce in una zona ben definita.

Come una lente può far convergere i raggi luminosi in in punto dove la luminosità riflessa è maggiore di quella emessa dal flash.

Provare per credere. Va usato con molta attenzione perchè questa caratteristica lo porta a vignettare l’ immagine.


Per trasparenza


Molto utile l’ ombrello diffusore per trasparenza.

Ha una diffusione della luce molto gradevole e morbida.

La sua principale caratteristica è quella di non limitare l’ angolo di lavoro della luce e la sua diffusione è molto ampia,andando a interessare spesso zone non volute.

Facile al trasporto, viene spesso usato per foto in esterna.

Per riflessione


La sua caratteristica principale è una luce morbida.

Ha il vantaggio di poter indirizzare meglio di quello per trasparenza, il fascio di luce.

Anche questo accessorio tende a far convergere in un punto i raggi luminosi,senza però gli eccessi di quello argentato.

Sicuramente è l’ accessorio più usato in esterna per leggerezza e maneggevolezza.

Lavorano per trasparenza chiudendo la luce all’ interno di una struttura rigida e con una superficie argentata.

La luce passa attraverso un telino semitrasparente aumentando così la sua diffusione.

Ve ne sono di tantissime misure e con nomi diversi, ma fanno parte tutti della stessa famiglia (octobox, strip softbox,  beauty dish con telino semitrasparente ecc )

Misure e forma sono in funzione dell’ ampiezza del campo inquadrato.

Indispensabili in sala posa per il controllo su direzionalità e limitazione della luce in zone non volute.

Possono essere dotati di griglia in stoffa per aumentare il controllo sull’ angolo di lavoro

Piuttosto pesanti e ingombranti non sono molto usati in esterna.

Bank

Beauty dish

Accessorio in metallo con superficie interna bianca o argentata per una migliore riflessione della luce.

In genere è fornito di una piccola calotta posta davanti al bulbo luminoso del flash.

Questa impedisce alla luce di arrivare direttamente sul soggettoe attraverso la riflessione interna si ammorbidisce.

Può essere utilizzato con un telino semitrasparente come un piccolo bank circolare.

Spesso utilizzato con una griglia metallica che riduce l’ ampiezza dell’ angolo di diffusione.

Molto utile nel ritratto e in tutti quei casi in cui si fotografano piccoli oggetti.

Preparazione del set . Beauty con schema di luce a farfalla

In breve come si può preparare un set con schema di luce a farfalla.


Questo schema con luce dall’ alto , viene chiamato così in modo convenzionale perchè forma normalmente l’ ombra sotto il naso con la forma di una farfalla.


Beauty dish con o seza griglia e a seconda del contrasto che si vuole ottenere si può porre davanti alla calotta un telino semitrasparente.


L’aggiunta di un pannello sotto il viso può essere utile a ridurre il contrasto e le ombre sotto naso e collo.

Si possono utilizzare luci a effetto in controluce per staccare il soggetto dallo sfondo scuro.


Quando si usano luci in controluce conviene eliminare effetti indesiderati come il flare in macchina , utilizzando pannelli delle dimensioni appropriate.

In questo set, come si può notare , è stato usato uno snoot puntato sullo sfondo.


Letture esposimetriche a luce incidente, separate con sensibilità impostata a 100 iso

Beauty dish                        f/8                  

Bank DX  con griglia         f/11

Bank SX  con griglia         f/11

Snoot                                 f/16


Diaframma finale di scatto a f/8                

                                


Luce laterale destra + sinistra

Luce diffusa dall’ alto

Prepara una luce molto diffusa grazie a un pannello di grandi dimensioni.

Questa è una vista dall’ alto in cui il pannello di 2,5 metri x 1 metro è inclinato a 45° a circa 3 metri dal pavimento.

Con una struttura si attaccano 4 flash calibrati tutti sulla medesima potenza.

Un set semplicissimo da realizzare se si ha una struttura per agganciare flash e pannello.

Da una luce morbidissima e facile da gestire, soprattutto se si fotografano gruppi di persone.                           

Schema con 5 luci selettive

Prepariamo uno schema luci che mette il risalto le linee esterne del corpo.


La modella con una grande fisicità è sopra una pedana a 50 centimetri dal pavimento.

Flash di controluce situato sul pavimento dx dal basso verso l’alto                                              calotta 60°con griglia    f/8

Flash di controluce situato sul pavimento sx dal basso verso l’alto                                               calotta 60°con griglia    f/8

Flash di controluce situato a 2 metri di altezza dx dall’ alto verso il basso                                 beauty dish con griglia    f/8

Flash di controluce situato a 2 metri di altezza sx dall’ alto verso il basso                                 beauty dish con griglia    f/8

Flash dall’ alto , montato su giraffa e rivolto verso il viso                                            beauty dish con telino diffusore    f/8

Vista dall’ alto

Altezza del soffitto in sala posa

O

A

B

O

A

B

Con un soffitto più basso ( per esempio 3 metri ), per mantenere lo stesso rapporto di illuminazione tra OA e OB dovremo cambiare l’ angolo dell’ otcabox ,ottenendo un tipo di immagine completamente diversa.

Se vogliamo mantenere la luce a perpendicolo come nella prima figura, saremo costretti a usare una luce di schiarita a causa  della forte caduta di luce.

Fotografia a luce ambiente

Un luogo comune dice che una fotografia a luce ambiente è più “naturale” e che la sua morbidezza è insostituibile.

Niente di più falso, e vediamo il perchè.

L’ occhio umano vede in modo molto diverso da una pellicola o un sensore.

Quando guardiamo una scena, scandagliamo con il nostro sguardo ogni settore e gli attribuiamo la luminosità adatta alla lettura che il nostro cervello elabora.

In un secondo, senza che ce ne accorgiamo, facciamo decine di “fotografie” della scena e a ognuna diamo una luminosità adatta alla lettura globale.

Nella macchina fotografica, ciò che avviene in un solo scatto è il registrare varie luminosità che possono differire molto tra di loro.

Da questo bisogna dedurre che per utilizzare una luce ambiente bisogna prima di tutto considerare la luminosità e i contrasti presenti al momento dello scatto.

Non tutti gli ambienti si presentano nello stesso modo e vanno trattati con le dovute attrezzature.

Un tipico esempio è il più naturale degli ambienti, ovvero all’ aperto, dove la luce del sole, le nuvole, i muri, il terreno possono influire in modo notevole sulla riuscita della fotografia.

Provate a fotografare in mezzo ai carrugi di Genova, vie strette che hanno un loro fascino ma dove la luce arriva attraverso il riflesso del cielo generando contrasti enormi.

Di contro , fare fotografie in vie dove le case bianche tipiche di zone come Puglia, Spagna, Messico dove la riflessione dei muri crea l’ ambiente ideale per fotografie di ritrattistica.

Ho visto fotografi usare in esterni, pannelli di riflessione circolari con diametro di un metro per fare foto a figura intera.

Quando non si ha il senso del ridicolo.

Un effetto molto bello e che da ottimi risultati è la luce finestra, purchè sia filtrata da una tenda e arrivi sul viso con una certa morbidezza.

Non bisogna però affezionarsi troppo a questo tipo di illuminazione perchè nel tempo può generare stanchezza e rivelare l’incapacità di gestire la luce in modo completo.

Un fotografo deve sapersi adattare a ogni situazione e domarla al proprio scopo.

Un altro esempio di ambienti particolari sono i castelli.

Quelli medioevali hanno la caratteristica di avere finestre molto piccole e in genere forniscono poca luce a differenza del castello barocco dove spesso si hanno ampie vetrate e danno contrasti più contenuti.

Vale comunque sempre la pena di portarsi dietro un’ attrezzatura leggera per compensare le frequenti difficoltà che si incontrano per tenere i contrasto nel giusto limite. Naturalmente un esposimetro è obbligatorio per equilibrare luci di ambiente e luci flash o continue.

Fare foto professionali in esterna richiede il trasporto di attrezzature adatte a domare ogni tipo di luce e una buona dose di buona volontà.


Temperatura di colore

Ogni fonte di luce ha una sua particolare temperatura di colore che si misura in gradi Kelvin.

Senza entrare troppo nella teoria dirò che un corpo riscaldato emette radiazioni diverse a seconda della temperatura a cui è sottoposto e di conseguenza cambia il suo colore.

Quando si utilizzano lampade in fotografia, conviene informarsi dal costruttore sulla loro temperatura di colore per non incorrere in errore.

Occorre soprattutto usare serie di lampade dello stesso tipo per non mescolare fonti di luce con colori diversi.

Cito solo le fonti principali di luce che possiamo utilizzare in fotografia e la loro temperatura colore

Luce fioca di una candela 1000 gradi Kelvin                                                                        (colorazione decisamente rossa )

Luce a incandescenza a filamento  tra 2700 e i 3000 gradi Kelvin                                        ( rossa/arancione/gialla )

Lampade alogene progettate per uso fotografico al tungsteno 3200/3400 gradi Kelvin       ( rossa/arancione/gialla )

Per queste lampade, in passato venivano vendute pellicole particolari contraddistinte dalla lettera T ( tungsteno )

Luce solare a mezzogiorno e luce flash, circa 5600 gradi Kelvin                                          (luce bianca )

Luce proveniente dal cielo tra 8000 e 20.000 gradi Kelvin                                                    (luce fredda azzurro/blu)

Per quest’ultima luce , molto dipende dall’ ora e dalla nuvolosità.


Col digitale è sempre bene fare un bilanciamento del bianco col cartoncino grigio, a inizio seduta fotografica


Luci con temperature di colore diverse non andrebbero mai mescolate perchè la correzione cromatica risulterebbe impossibile dando luogo a colorazioni irreali

A fini creativi si utilizzano a volte ma su zone diverse ( luci di sfondo o a effetto )


Atteggiamento della modella/o e posa fotografica

Devo ammettere che nell’ ambito della foto ritrattistica, beauty/fashion/nudo che sia, è l’ argomento che mi sta più a cuore e confesso candidamente di non amare particolarmente certe pose prese dalle modelle o imposte dal fotografo.


Mi riferisco alla mancanza di modernità che rivelano certe posizioni e certe concezioni della donna soprattutto.

La raffigurazione angelicata rappresentata in certe fotografie la trovo spesso falsa e retrograda.


Penso che spesso ,le fotografie rappresentino con più evidenza intenzioni e cultura del fotografo piuttosto che la modella.

Amo rappresentare una donna forte e capace, colta e disinvolta e a volte controtendenza.


Dobbiamo tenere in conto che la fotografia, anche ai livelli più bassi è una manifestazione della cultura del nostro tempo.


Spesso,anche gli uomini vengono rappresentati secondo uno stereotipo di forza e mascolinità attraverso forzature che portano il modello ad apparire aggressivo e spesso ridicolo, anche quando potrebbe essere rappresentato al meglio con pose più naturali e “femminili”

Non parlo naturalmente del posing che si usa nel culturismo , dove le pose sono quasi obbligate come per la danza.

Come controaltare alle pose da madonna dell’ 800 , ci sono quelle che tentano di apparire “diaboliche” “originali” “controtendenza” a tutti i costi, anche se si capisce benissimo che  nella vita non hanno fatto altro che obbedire e dire sempre si.

La rappresentazione della figura umana ha molte sfaccettature e non è soggetta a una critica oggettiva come nella tecnica pura.

Posto qui tre fotografia prese dal web che dimostrano chiaramente un diverso atteggiamento della modella .

Dedicato a certi workshop o modelsharing

Argomento scottante , soprattutto per alcuni master improvvisati e per molti fotoamatori che sono convinti di essere sulla strada giusta per diventare dei fotografi coi fiocchi.

Quando si aggirano nervosi come squadroni della morte, con la fotocamera pronta e attendono l’ ingresso della modella sul set, fanno paura.

C’è quello che pensa di avere una mitraglia in mano e spara a rafficca tutti gli scatti/secondo che gli consente la macchina.

Un altro che non ha ancora capito bene se coi flash si può scattare in automatico.

Poi ci sono gli “intellettuali” che vogliono entrare nella psiche della modella e carpire attraverso i loro scatto i suoi pensieri più profondi.

Il “master” ,naturalmente di ciò fa finta di non avvedersi,perchè l’ unica cosa che gli preme è avere molti iscritti trasformando un momento di riflessione in un luna park e a volte perchè ha esaurito i pochi consigli che è in grado di dare.

Conosco dal web , “master” che scattano da pochi mesi e pontificano di tecnica fotografica mostrando nei loro portfolio immagini dove un unica fonte di luce che illumina una modella, il più delle volte in atteggiamento da bimba alla prima comunione, collima con l’ unica idea che hanno del set che il più delle volte collima con una finestra.

Lo scatto a raffica è comunque ciò che contraddistingue chi, arrivato per caso alla fotografia,pensa di poter trovare lo scatto “perfetto” in mezzo a centinaia di scatti fatti senza nessuna cura ne delle luci che della posa.

Poi ci sono i workshop in esterna, che dovendo giustificare la mancanza di accessori per correggere la luce,vengono pubblicizzati come eventi imperdibili per imparare al meglio come gestire la luce ambiente.

Troppo esplicito dire: venite pure, abbiamo una modella e la piazziamo su un fienile. Chi riesce a fare una foto decente , vince il mongolino d’ oro.

Ho una mia idea dei workshop che parte prima di tutto da una certa spontaneità nell’ approccio all’ insegnamento.

Nulla deve essere calato dall’ alto, perchè presuppongo che una certa maturazione può avvenire solo con una presa di coscienza da parte dei fotografi che vogliono apprendere e soprattutto , sapendo che per maturare ci vuole tempo.

L’ importante è la serietà dell’ approccio alla fotografia intesa come momento di crescita, sia per chi si iscrive e partecipa e anche per me che a volte devo superare certi ostacoli per soddisfare le esigenze particolari di alcuni iscritti.

Capacità accessorie di un fotografo

Ricorda

  1. 1)Se sei in grado di lavorare da solo in sala posa, potrai affrontare qualsiasi situazione in esterni perchè gestire più fonti di luce ed equilibrarle tra loro è la base di ogni scatto.

  2. 2)Non farti distrarre dagli stili fotografici che vedi su riviste, libri e web. Ogni fotografo ha il suo punto di vista. Leggi molto, guarda molto e sii curioso. Potrai anche copiare , ma nel tempo dovrai cercare di far emergere i tuoi veri interessi in questo vastissimo campo.La vita è troppo breve per avere il tempo di fare tutto.

  3. 3)Costruisciti mentalmente nei dettagli il set, sia nella disposizione degli accessori che delle luci. Se sei veramente interessato a quello che fai, la notte e i sogni ti saranno di aiuto.

  4. 4)Circondati di collaboratori che portino veramente idee e soprattutto aiuto. Sbarazzati di quelli che vogliono aiutarti solo per nutrire la loro curiosità.

  5. 5)Non fare mai foto volgari quando fai glamour e nudo. Questo può nuocere molto alla tua reputazione e al tuo rapporto con la clientela se sei un professionista.

  6. 6)Non farti abbindolare troppo da falsi guru della fotografia che giustificano la loro mancanza di tecnica con descrizioni  delle loro immagini di questo tipo “amo l’ approccio a una fotografia senza troppi artifici tecnici ”. Ti invito invece a vedere le immagini di grandi fotografi che dietro a un apparente naturalezza nascondono una grande conoscenza. Pochi italiani tra questi purtroppo.

Colori primari e complementari

Su photoshop potrai notare che nei campioni colori sono disposti i 6 colori primari e complementari

Ora coloriamo 3 cerchi nei colori primari

        R                   G                B               

Se invertiamo i colori otterremo i colori complementari

Su photoshop sovrapponiamo i colori con un nuovo livello e portiamo l’ opacità a 50%

Otterremo un grigio medio e possiamo verificare con lo strumento contagocce,che il suo valore RGB è 128_128_128

Avremo ottenuto il grigio medio.

        C                   M                Y